MASADA L'ULTIMA FORTEZZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Marzo 2011 00:00

Un posto leggendario in uno scenario incredibile, una fortezza diventata un simbolo. Siamo circa nel 70 D.C. i Romani hanno conquistato tutta la Giudea e sottomesso gli abitanti, solo un posto resiste ancora all'invasione romana "La fortezza di Masada" dentro ci sono un migliaio di ribelli e "zeloti" che che tentano una disperata resistenza. L'altopiano su cui sorge Masada, immerso nella depressione del Mar Morto, offre uno scenario naturale raro se non unico al mondo, la sua posizione sotto il livello del mare seppure su uno sperone di roccia alto 400 metri offre suggestioni paesaggistiche emotivamente molto forti, difficilmente descrivibili. Fatta costruire da Erode Il Grande, mura alte cinque metri, un perimetro di un chilometro e mezzo, una quarantina di torri alte più di venti metri la rendevano inespugnabile, la sua storia è straordinaria e straordinario è lo scenario che la ospita.

I romani l'assediarono per oltre due anni insediandosi sotto di essa con due campi, ma non riuscirono in nessun modo ad espugnarla, fino a quando non escogitarono un sistema assolutamente ingegnoso costruendo una immensa rampa a terrapieno e delle gigantesche torri semoventi in legno. Resosi conto della disfatta ormai imminente, il capo zelota Eleazar Ben Yair, parlò alla sua gente inducendola ad un suicidio collettivo per spada (estratti a sorte per gruppi, gli uomini della comunità uccisero le donne e i bambini togliendosi poi la vita a vicenda); questa sembrò loro essere una sorte preferibile ad un sicuro stato di schiavitù in cui avrebbero perso, oltre alla libertà personale, anche quella di culto. Quando i Romani entrarono per saccheggiarla trovarono solo corpi e macerie in fiamme, questa per essi fu quasi una sconfitta morale ed invece una grande prova di orgoglio per i ribelli che preferirono la morte alla sottomissione; questo episodio ancora oggi viene ricordato dai giovani israeliani con orgoglio tanto che al compimento della maggiore età visitano questo luogo per pronunciare un giuramento morale a se stessi "Mai più Masada cadrà".

Inizio la mia avventura fotografica scalando lo "Snake", il sentiero a forma di serpente che sale lungo il fianco della montagna , dopo un 'ora circa arrivo alle sue mura, il colpo d'occhio è eccezionale riesco a vedere a 360 gradi tutt'intorno il deserto della Galilea e poco più avanti il Mar Morto situato nella più profonda depressione della terra. Le scatti che riesco ad effettuare parlano da soli, rocce rosse striate e gialle fosforo, una luce accecante che riflette sul bianco di una distesa desertica infinita, un emozione mi pervade quando scorgo le vestigia dei due accampamenti Romani sottostanti perfettamente visibili, sembrano ancora intatti, sembra ci sia ancora qualcuno... qualcuno che forse aspetta ancora che Masada cada.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Febbraio 2012 01:14
 
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